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Cos'è la calprotectina ?
La calprotectina è una proteina presente nel citoplasma dei granulociti neutrofili con funzione di regolazione del processo infiammatorio. La calprotectina ha un peso molecolare di 36,5 kDa ed è costituita da due catene pesanti ed una catena leggera in grado di legarsi al calcio. La calprotectina viene rilasciata dai granulociti neutrofili attivati.
Perché Calprest ?
Solo una piccola parte dei pazienti con disturbi intestinali, afferenti all'ambulatorio gastroenterologico, presenta una malattia organica. Infatti la maggior parte della popolazione che si reca dal gastroenterologo (35-50%) soffre di una malattia funzionale chiamata Sindrome dell'Intestino Irritabile (IBS), che è probabilmente la causa più comune di disturbi intestinali. Il clinico ha difficoltà a riconoscere, con un esame clinico semplice, una patologia organica da una patologia funzionale. È necessario quindi poter differenziare quei pazienti con patologia funzionale e che non hanno bisogno di indagini invasive, da quelli che sono affetti da patologie organiche ed in particolare da Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI). Calprest, test di laboratorio eseguibile su campioni di feci, consente di differenziare i pazienti con patologia organica (MICI) da quelli con patologia funzionale. Inoltre, permette di seguire il decorso della malattia nei pazienti affetti da MICI. La determinazione della calprotectina fecale ha mostrato un valore predittivo superiore a quello di comuni indici di flogosi (VES e PCR) nel distinguere le diarree di natura organica da quelle funzionali
Marcatore di flogosi
Fino ad oggi per valutare lo stato infiammatorio della mucosa intestinale era necessario ricorrere ad esami invasivi (endoscopia e conseguentemente istologia). Recentemente ha trovato sempre più credito l'uso di marcatori non invasivi per la determinazione della flogosi intestinale. Tra i vari marcatori, la determinazione della concentrazione fecale delle calprotectina è senz'altro l'esame di scelta. Il livello di calprotectina fecale, infatti, riflette, nelle MICI, l'attività della malattia e può essere usato per monitorare il trattamento ed individuare le ricadute (Fig. 1), una sorta di VES dell'intestino.
Calprest: prestazioni
Il livello di calprotectina fecale aumenta in oltre il 95% dei pazienti con MICI, correla con l'attività clinica della malattia e differenzia in modo affidabile i pazienti con MICI da quelli con IBS. Calprest presenta specificità e sensibilità superiori all'85%.
Calprest: quando è utile ?
È stato recentemente dimostrato che il livello di calprotectina fecale correla in maniera significativa con lo stato di attività della malattia nei pazienti con Colite Ulcerosa e Malattia di Crohn. La presenza di livelli normali di calprotectina fecale è associata con la remissione istologica della mucosa. Questo dato è particolarmente utile in quanto è stato ipotizzato che i pazienti con una mancata remissione istologica hanno un rischio più elevato di ricaduta.
Sulla base di quanto sopra descritto la determinazione della calprotectina fecale può essere quindi utilizzata nelle seguenti condizioni:
La determinazione della Calprotectina fecale trova applicazione anche in campo pediatrico e neonatale. Nei pazienti pediatrici affetti da MICI si riscontrano livelli elevati di calprotectina fecale. In questi pazienti, la concentrazione di calprotectina è un dato più affidabile rispetto ad altri criteri soggettivi correntemente in uso ed ha sensibilità e specificità decisamente migliori rispetto ad altri indici di laboratorio, specialmente negli stadi iniziali di malattia.
Interpretazione dei risultati
Un risultato positivo di Calprest è indice di infiammazione intestinale e permette di identificare i pazienti da avviare a successive indagini diagnostiche. I campioni con una concentrazione superiore a 50 mg/kg devono essere considerati positivi al test. Negli adulti sani, il valore medio è circa 25 mg/kg. continua >>