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L’Helicobacter pylori è un batterio spiraliforme che può colonizzare lo stomaco (il suo habitat ideale è infatti il muco gastrico situato nello stomaco umano). Può causare una gastrite cronica attiva e, nel tempo, alterando i meccanismi di secrezione acida, anche l’ulcera peptica. Nei paesi occidentali, in generale, colpisce circa il 20% delle persone al di sotto dei 40 anni ed il 50% di quelle sopra i 60 anni, e in particolar modo si verifica se sussistono precarie condizioni igieniche ed il sovraffollamento familiare
La diagnosi di infezione da Helicobacter pylori può essere effettuata sia con metodiche invasive (biopsia) che non invasive (HpsAg, UBT – Urea breath Test, serologia).
Tra i test non invasivi, riveste sempre maggiore importanza e diffusione la ricerca dell’antigene fecale, sia tramite test rapido che tramite ELISA, in quanto ha prestazioni paragonabili al gold standard ma con molti vantaggi, sia economici che di esecuzione; inoltre può essere utilizzato sia per la diagnosi di infezione attiva da Helicobacter pylori che per il monitoraggio post terapia eradicante.
L’UBT (Urea Breath Test o test del respiro) è un metodo che si basa sulla rilevazione dell’attività ureasica del batterio. Sebbene questo test sia sensibile e specifico (ormai innumerevoli studi ne hanno confermato l’alta sensibilità e specificità intorno al 95%), ha però delle limitazioni: richiede la presenza del paziente in un ambulatorio attrezzato con un sofisticato, costoso e con ben tarato spettrometro di massa.
L’identificazione sierologica degli anticorpi specifici nel sangue, invece, è abbastanza semplice da eseguire. Essa, però, ha dato origine molto spesso a risultati falsamente positivi, perché gli anticorpi persistono nel sangue anche dopo l’avvenuta eradicazione del batterio. Tale metodo è stato quindi messo al bando dalle Linee Guida più recenti.
La ricerca dell’antigene fecale (HpSAg: Helicobacter pylori stool antigen) si è ultimamente largamente diffusa per il basso costo la facilità di impiego. La sua sensibilità e specificità sono solo modestamente inferiori a quella dell’UBT, rispettivamente del 91 e 93%. ( review di 89 studi)*1,2 . E’ tuttavia da sottolineare l’importanza di una corretta raccolta e conservazione delle feci in quanto la sensibilità del test cala al 69% se il campione viene tenuto a temperatura ambiente per 48-72 ore.
Concludendo si può affermare che la ricerca dell’antigene fecale (HpSAg) ha prestazioni paragonabili al test UBT e come questo può essere impiegato sia per la diagnostica dell’infezione attiva sia nel monitoraggio post terapia come sancito dalle più recenti linee guida (Linee Guida di Maastricht pubblicate da parte dell’European Helicobacter Study Group nel 2007. In tale documento vengono indicate anche le linee di comportamento sull’uso appropriato dei test diagnostici )* 3.
La cura di un’infezione da helicobacter pylori consiste nell'assumere antibiotici per un periodo di circa 10-15 giorni associandoli a un farmaco antiacido